Così come l’attivazione degli stessi neuroni, nello stesso modo, determina il loro irrigidimento e impoverimento, un adeguato addestramento percettivo nel cogliere stimoli nuovi e diversi può rimodellare le connessioni neuronali, permettendo alle nostre strutture nervose di riacquistare quella flessibilità che ci caratterizza per natura (proprietà della plasticità sinaptica). Per capire più da vicino come questo possa verificarsi, basta pensare all’allenamento a cui si sottopongono i pianisti oppure i degustatori di vino e agli effetti che ne conseguono. Ciò che succede in entrambi i casi, è che si intensificano e aumentano le comunicazioni fra i neuroni, assistendo ad una vera e propria riorganizzazione dell’assetto dei neuroni. Tutte le informazioni che vengono dalle mani – in un caso – o dal naso/bocca – nell’altro caso – possono così essere elaborate a livello cerebrale in una maniera molto più fine e complessa di quanto accade ad una persona non “addestrata”. Questo permette al pianista di eseguire movimenti estremamente fini e precisi e al degustatore di vini di riconoscere e discriminare odori e sentori nelle loro minime sfumature.
Quello che vogliamo dire è che un adeguato training, soprattutto nel proprio quotidiano, può risvegliare nuove capacità di rilevare e interpretare informazioni. Per tutti è cioè possibile riscrivere i propri percorsi neuronali per ritrovare una funzionalità ottimale e realizzando ciò che in Ontopsicologia viene definito “metanoia”, ossia “cambiare mente”.