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Tutti noi ci siamo costruiti nel tempo, attraverso le esperienze, degli schemi di selezione/ elaborazione delle informazioni dell’ambiente e di produzione di risposte. Questi schemi corrispondono a precise di sequenze di neuroni che sono “tracciate” nel nostro sistema nervoso e che costituiscono le memorie delle esperienze e gli stereotipi di pensiero e comportamento.

Secondo l’originarietà con cui la natura ha creato questo meccanismo, dovremmo essere sempre flessibili nell’adattarci ai cambiamenti dell’ambiente, grazie alla possibilità di passare fluidamente da uno schema all’altro, da uno stereotipo all’altro. Si sceglie lo schema di “interpretazione” della situazione che corrisponde all’esigenza dell’hic et nunc. I neuroni, cioè, non sono definitivamente saldati fra loro in quel modo, ma creano delle connessioni temporanee, momentanee, che poi si spengono perché se ne attivino altre. In termini neurobiologici, cioè è reso possibile grazie alla proprietà del nostro sistema nervoso nota come “plasticità sinaptica”: il modo in cui i neuroni comunicano fra loro e stabiliscono connessioni è in grado di modificarsi e plasmarsi in base alle esperienze sensoriali a cui vanno incontro.

Questi elementi di neurofisiologia sono alla base della comprensione del processo di percezione e conoscenza secondo l’approccio della scienza ontopsicologica di Antonio Meneghetti.

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